In questa pagina del sito di Federalberghi è disponibile una panoramica degli ammortizzatori sociali che le imprese e i lavoratori del settore turistico ricettivo possono utilizzare per far fronte all'emergenza in atto..

 

Le fonti citate sono pubblicate nelle apposite sezioni di questo sito (circolari, comunicati stampa, newsletter, etc.).

 

Invitiamo le strutture ricettive che abbiano necessità di ulteriori informazioni o chiarimenti a rivolgersi alla propria associazione territoriale.

 

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Fondo di integrazione salariale

 

Le aziende turistico-ricettive con più di cinque lavoratori dipendenti che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica, possono accedere all’assegno ordinario erogato dal Fondo di integrazione salariale (FIS) con la causale “emergenza COVID-19”.

Il calcolo dei requisiti occupazionali (più di cinque dipendenti) avviene mensilmente con riferimento alla media occupazionale nel semestre precedente.

La domanda deve essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. Se la domanda è presentata dopo tale termine, il trattamento di integrazione salariale non potrà aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione.

Il termine di presentazione delle domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 è fissato al 31 maggio 2020.

La durata massima del trattamento è di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di nove settimane.

Le imprese turistico ricettive possono fruire di  un ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane, anche per periodi decorrenti antecedentemente al 1° settembre 2020, a condizione che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di quattordici settimane.

L’integrazione riguarda tutti lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, inclusi gli apprendisti, che risultino in forza alla data del 25 marzo 2020.

I datori di lavoro con unità produttive site nei comuni individuati della c.d. zona rossa (allegato l al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020), nonché i datori di lavoro che non hanno sede legale o unità produttiva od operativa nei comuni suddetti, limitatamente ai lavoratori in forza residenti o domiciliati nei predetti comuni, possono presentare domanda di accesso all'assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”, per un periodo aggiuntivo non superiore a tre mesi.

Il trattamento d’integrazione salariale ammonta all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore con i seguenti massimali lordi:

retribuzione              massimale lordo

≤ € 2.159,48               €      998,18

> € 2.159,48               €   1.199,72

 

Le novità dell'istruttoria

Al fine di garantire un più agevole accesso alla prestazione e favorirne la massima fruizione, è stata introdotta una disciplina semplificata, che si sintetizza di seguito:

- non è dovuto il pagamento del contributo addizionale;

- non si tiene conto del tetto contributivo aziendale;

- non si tiene conto dei seguenti limiti:

- - limite delle 52 settimane nel biennio mobile o delle 26 settimane nel biennio mobile per il Fondo di integrazione salariale;

- - limite dei 24 mesi nel quinquennio mobile;

- - limite di 1/3 delle ore lavorabili.

- i periodi autorizzati sono neutralizzati in caso di successive richieste;

- non occorre che i lavoratori siano in possesso del requisito dell’anzianità di 90 giorni di effettivo lavoro, ma è solo sufficiente che siano alle dipendenze dell’azienda richiedente alla data del 23 febbraio 2020;

- non deve essere compilata la relazione tecnica di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto ministeriale n. 95442 del 2016, né allegata la scheda causale né altre dichiarazioni, fatta eccezione per l’elenco dei lavoratori beneficiari della prestazione;

- il termine per presentare le domande è fissato alla fine del mese successivo all’inizio della sospensione/riduzione dell’attività lavorativa; per gli eventi di sospensione/riduzione dell’attività lavorativa dal 23 febbraio 2020 al 30 aprile 2020 il termine per la presentazione delle domande è il 31 maggio 2020.

 

Ai datori di lavoro che accedono agli ammortizzatori sociali è consentita la possibilità, in deroga alle previsioni di cui agli articoli 20, comma 1, lettera c), 21, comma 2, e 32, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, di procedere, nel medesimo periodo, al rinnovo o alla proroga dei contratti a tempo determinato, anche a scopo di somministrazione.

 

Come fare domanda

 

Le domande per accedere alle prestazioni di assegno ordinario sono disponibili nel portale INPS, www.inps.it, nei Servizi online accessibili per la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti”, opzione “CIG e Fondi di solidarietà”. La domanda è altresì disponibile nel portale “Servizi per le aziende ed i consulenti”, con le consuete modalità.

Al momento dell’inserimento della scheda causale sarà possibile scegliere l’apposita causale denominata “COVID-19 nazionale”. Questa scelta comporterà il fatto di non dover allegare alcunché alla domanda, eccetto l’elenco dei lavoratori beneficiari.

I datori di lavoro che hanno già in corso un’autorizzazione di assegno ordinario o hanno presentato domanda di assegno ordinario non ancora autorizzata, con qualsiasi altra causale (ad esempio, crisi, calo di commesse, etc.), possono, qualora ne abbiano i requisiti, ripresentare la domanda con causale “COVID-19 nazionale”, anche per periodi già autorizzati o per periodi oggetto di domande già presentate e non ancora definite. In caso di concessione, l’INPS provvederà ad annullare d’ufficio le precedenti autorizzazioni o le precedenti domande relativamente ai periodi sovrapposti.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 88, 94, 112, 118, 121, 124, 135, 167, 170, 176, 192, 207 e 217 del 2020; articoli 19 e 19-bis, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18; articolo 41, decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23; legge 24 aprile 2020, n. 27; decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34)

 

 Cassa integrazione in deroga

 

Le aziende turistico-ricettive  che occupano mediamente fino a 5 dipendenti possono richiedere le prestazioni di cassa integrazione in deroga secondo le normative vigenti nelle diverse regioni per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro ai quali sia stato interamente già autorizzato un periodo di nove settimane.

 

È inoltre riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di trattamento, che può essere utilizzato dai datori di lavoro del settore turismo anche per periodi precedenti il 1° settembre 2020, a condizione che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di quattordici settimane.

 

L’integrazione riguarda tutti lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, inclusi gli apprendisti, che risultino assunti alla data del 25 marzo 2020.

I datori di lavoro con unità produttive site nei comuni individuati della c.d. zona rossa (allegato l al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020), nonché i datori di lavoro che non hanno sede legale o unità produttiva od operativa nei comuni suddetti, limitatamente ai lavoratori in forza residenti o domiciliati nei predetti comuni, possono presentare domanda di cassa integrazione salariale in deroga, per un periodo aggiuntivo non superiore a tre mesi a decorrere dalla data del 23 febbraio 2020.

Al di fuori dei casi di cui sopra, le regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, con riferimento ai datori di lavoro con unità produttive ivi situate nonché ai datori di lavoro che non hanno sede legale o unità produttiva od operativa nelle predette regioni, limitatamente ai lavoratori in forza residenti o domiciliati nelle medesime regioni, possono riconoscere trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per un periodo aggiuntivo non superiore a quattro settimane.

 

Il trattamento d’integrazione salariale ammonta all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore con i seguenti massimali lordi:

 

retribuzione              massimale lordo

≤ € 2.159,48               €      998,18

> € 2.159,48               €   1.199,72

 

Per datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti, non è necessario l’accordo sindacale, neanche concluso in via telematica.

 

Ai datori di lavoro che accedono agli ammortizzatori sociali è consentita la possibilità, in deroga alle previsioni di cui agli articoli 20, comma 1, lettera c), 21, comma 2, e 32, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, di procedere, nel medesimo periodo, al rinnovo o alla proroga dei contratti a tempo determinato, anche a scopo di somministrazione.

 

La prestazione è concessa con decreto delle Regioni e delle Province autonome interessate, le quali provvedono anche alla verifica della sussistenza dei requisiti di legge.

 

Le domande devono essere presentate esclusivamente alle Regioni e Province autonome interessate, che effettueranno l’istruttoria secondo l’ordine cronologico di presentazione delle stesse

 

Per periodi successivi alle prime nove settimane riconosciuti dalle Regioni, i trattamenti di integrazione salariale in deroga sono concessi dall’INPS a domanda del datore di lavoro.

 

(fonte: circolare Federalberghi n. 88, 157, 170, 173, 192, 207 e 2017 del 2020; articoli 19-bis, 22, 22-ter e 22-quater, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18; articolo 41, decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23; legge 24 aprile 2020, n. 27; decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34)

 

Indennità per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali

 

Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020, è riconosciuta, per i mesi di marzo e aprile, un’indennità pari a 600 euro. Per il mese di maggio l’indennità è pari a 1.000 euro.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 103, 207 e 217 del 2020; articolo 29, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18; articolo 84, decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34)

 

 Indennità per i lavoratori intermittenti

 

Ai lavoratori intermittenti che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 è riconosciuta un’indennità per i mesi di aprile e maggio pari a 600 euro per ciascun mese.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 207 e 217 del 2020; articolo 84, decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34)

 

Indennità per i professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa

 

Ai liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità, per i mesi di marzo e aprile, pari a 600 euro. L’indennità non concorre alla formazione del reddito.

 

Viene, inoltre, disposta l’erogazione di un’ulteriore indennità per il mese di maggio 2020, pari a 1.000 euro, per i liberi professionisti titolari di partita IVA attiva al 20 maggio 2020, iscritti alla gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

 

Il riconoscimento di tale indennità è subordinato alla riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito dello stesso bimestre dell’anno 2019, da individuarsi secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell’esercizio dell’attività, comprese le eventuali quote di ammortamento.

 

In favore, invece, dei lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa iscritti alla gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un'indennità per il mese di maggio 2020, pari a 1.000 euro. Per fruire di tale indennità, i lavoratori interessati devono aver cessato il rapporto di lavoro entro la data di entrata in vigore del decreto.

 

In favore dei collaboratori continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale e dei lavoratori autonomi o professionisti iscritti all'assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, nonché alla gestione separata che svolgono la loro attività lavorativa dal 23 febbraio 2020 nei comuni ex zone rosse o siano ivi residenti o domiciliati alla medesima data, è riconosciuta un'indennità mensile aggiuntiva pari a 500 euro per un massimo di tre mesi, parametrata all'effettivo periodo di sospensione dell'attività. L’indennità non concorre alla formazione del reddito.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 103, 192, 207 e 217 del 2020; articoli 27 e 44-bis, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18; legge 24 aprile 2020, n. 27; articolo 84, decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34)

 

Indennità per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’AGO

 

Ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’assicurazione generale obbligatoria (AGO), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della gestione separata è riconosciuta un’indennità, per i mesi di marzo e aprile, pari a 600 euro. L’indennità non concorre alla formazione del reddito. Per il mese di maggio 2020, invece, è previsto, al ricorrere di determinate condizioni, l’accesso al contributo a fondo perduto disciplinato dall’articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020.

 

In favore dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale e dei lavoratori autonomi o professionisti ivi compresi i titolari di attività di impresa, iscritti all'assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima che svolgono la loro attività lavorativa dal 23 febbraio 2020 nei comuni ex zone rosse o siano ivi residenti o domiciliati alla medesima data, è riconosciuta un'indennità mensile aggiuntiva pari a 500 euro per un massimo di tre mesi, parametrata all'effettivo periodo di sospensione dell'attività. L’indennità non concorre alla formazione del reddito.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 103, 192, 207 e 217 del 2020; articoli 28 e 44-bis, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18; legge 24 aprile 2020, n. 27; articolo 84, decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34)

 

Indennità di disoccupazione

 

Le prestazioni dei trattamenti di disoccupazione (NASpI e DIS-COLL) in scadenza tra il 1° febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 sono prorogate per ulteriori due mesi, a decorrere dal giorno di scadenza, a condizione che il percettore non sia beneficiario delle indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 38 e 44 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18 (Cura Italia), né di quelle di cui agli articoli 20, 21, 22 e 36 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Rilancio).

 

In considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, al fine di agevolare la presentazione delle domande di disoccupazione NASpI e DIS-COLL per gli eventi di cessazione involontaria dall’attività lavorativa verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 i termini di decadenza sono ampliati da 68 a 128 giorni.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 102, 207 e 217 del 2020; articolo 33, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18; articolo 92, decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34)

 


Federalberghi Terme a favore della riapertura delle saune

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