In questa pagina del sito di Federalberghi è disponibile una panoramica degli ammortizzatori sociali che le imprese e i lavoratori del settore turistico ricettivo possono utilizzare per far fronte all'emergenza in atto..

 

Le fonti citate sono pubblicate nelle apposite sezioni di questo sito (circolari, comunicati stampa, newsletter, etc.).

 

Invitiamo le strutture ricettive che abbiano necessità di ulteriori informazioni o chiarimenti a rivolgersi alla propria associazione territoriale.

 

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Fondo di integrazione salariale

 

Le aziende turistico-ricettive con più di cinque lavoratori dipendenti che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica, possono accedere all’assegno ordinario erogato dal Fondo di integrazione salariale (FIS) con la causale “emergenza COVID-19”.

Il calcolo dei requisiti occupazionali (più di cinque dipendenti) avviene mensilmente con riferimento alla media occupazionale nel semestre precedente.

La domanda deve essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. Se la domanda è presentata dopo tale termine, il trattamento di integrazione salariale non potrà aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione.

La durata massima del trattamento è di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di nove settimane. È possibile fruire di un ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane a condizione che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di quattordici settimane.

L’integrazione riguarda tutti lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, inclusi gli apprendisti, che risultino in forza alla data del 25 marzo 2020.

Il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (c.d. decreto agosto) ha previsto una estensione degli ammortizzatori sociali legati all’emergenza Covid-19 per un totale di diciotto settimane, ricomprese tra il 13 luglio 2020 ed il 31 dicembre 2020, di cui le prime nove a titolo non oneroso e le seconde nove rimangono a titolo oneroso solo per quei datori di lavoro che hanno avuto un calo del fatturato di almeno il 20% nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo nel 2019.

In particolare, i datori di lavoro che, nell'anno 2020, sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica da Covid-19, possono richiedere l’erogazione dell’assegno ordinario del FIS per una durata massima di nove settimane, incrementate di ulteriori nove settimane.

Le complessive diciotto settimane devono essere collocate nel periodo ricompreso tra il 13 luglio 2020 e il 31 dicembre 2020.

Nel caso in cui il datore di lavoro abbia in corso periodi di integrazione salariale ex decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. decreto cura Italia) già richiesti e autorizzati in periodi successivi al 12 luglio 2020, questi devono essere imputati, ove autorizzati, alle prime nove settimane del decreto agosto. Le ulteriori nove settimane di trattamenti sono riconosciute esclusivamente ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato il precedente periodo di nove settimane, decorso il periodo autorizzato.

Qualora i datori di lavoro intendano avvalersi delle ulteriori nove settimane, dovranno versare un contributo addizionale determinato sulla base del raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del corrispondente semestre 2019 pari al:

- 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20%;

- 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato.

Il contributo addizionale non è dovuto dai datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20% e da coloro che hanno avviato l’attività di impresa successivamente al primo gennaio 2019.

Ai fini dell’accesso alle ulteriori nove settimane, il datore di lavoro deve presentare all'INPS domanda nella quale autocertifica la sussistenza dell’eventuale riduzione del fatturato. Successivamente l’istituto autorizza i trattamenti e, sulla base della autocertificazione allegata alla domanda, individua l’aliquota del contributo addizionale che il datore di lavoro è tenuto a versare a partire dal periodo di paga successivo al provvedimento di concessione dell’integrazione salariale. Qualora non vi fosse l’autocertificazione, l’aliquota applicata è quella del 18%.

Il termine di decadenza per l’invio delle domande è la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. In fase di prima applicazione il termine di decadenza è fissato entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore del decreto.

In caso di pagamento diretto della prestazione il datore di lavoro deve inviare tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell'integrazione salariale entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale, ovvero, se posteriore, entro il termine di trenta giorni dall'adozione del provvedimento di concessione. In sede di prima applicazione, i termini sono spostati al trentesimo giorno successivo al 15 agosto (data di entrata in vigore del decreto in commento) se tale ultima data è posteriore a quella “ordinaria” di cui al primo periodo. Trascorsi inutilmente tali termini, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.

I termini decadenziali di invio delle domande di accesso ai trattamenti e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi, compresi quelli differiti in via amministrativa, in scadenza entro il 31 luglio 2020, sono differiti al 31 agosto 2020.

I termini di invio delle domande di accesso ai trattamenti e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi che, in applicazione della disciplina ordinaria, si collocano tra il 1° e il 31 agosto 2020 sono differiti al 30 settembre 2020.

Il trattamento d’integrazione salariale ammonta all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore con i seguenti massimali lordi:

retribuzione              massimale lordo

≤ € 2.159,48               €      998,18

> € 2.159,48               €   1.199,72

 

Le novità dell'istruttoria

Al fine di garantire un più agevole accesso alla prestazione e favorirne la massima fruizione, è stata introdotta una disciplina semplificata, che si sintetizza di seguito:

- non è dovuto il pagamento del contributo addizionale;

- non si tiene conto del tetto contributivo aziendale;

- non si tiene conto dei seguenti limiti:

- - limite delle 52 settimane nel biennio mobile o delle 26 settimane nel biennio mobile per il Fondo di integrazione salariale;

- - limite dei 24 mesi nel quinquennio mobile;

- - limite di 1/3 delle ore lavorabili.

- i periodi autorizzati sono neutralizzati in caso di successive richieste;

- non occorre che i lavoratori siano in possesso del requisito dell’anzianità di 90 giorni di effettivo lavoro;

- non deve essere compilata la relazione tecnica di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto ministeriale n. 95442 del 2016, né allegata la scheda causale né altre dichiarazioni, fatta eccezione per l’elenco dei lavoratori beneficiari della prestazione.

 

Come fare domanda

 

Le domande per accedere alle prestazioni di assegno ordinario sono disponibili nel portale INPS, www.inps.it, nei Servizi online accessibili per la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti”, opzione “CIG e Fondi di solidarietà”. La domanda è altresì disponibile nel portale “Servizi per le aziende ed i consulenti”, con le consuete modalità.

Al momento dell’inserimento della scheda causale sarà possibile scegliere l’apposita causale denominata “COVID-19 nazionale”. Questa scelta comporterà il fatto di non dover allegare alcunché alla domanda, eccetto l’elenco dei lavoratori beneficiari.

I datori di lavoro che hanno già in corso un’autorizzazione di assegno ordinario o hanno presentato domanda di assegno ordinario non ancora autorizzata, con qualsiasi altra causale (ad esempio, crisi, calo di commesse, etc.), possono, qualora ne abbiano i requisiti, ripresentare la domanda con causale “COVID-19 nazionale”, anche per periodi già autorizzati o per periodi oggetto di domande già presentate e non ancora definite. In caso di concessione, l’INPS provvederà ad annullare d’ufficio le precedenti autorizzazioni o le precedenti domande relativamente ai periodi sovrapposti.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 88, 94, 112, 118, 121, 124, 135, 167, 170, 176, 192, 207, 217, 232, 244, 258, 261, 269, 301, 310, 311, 331, 333 e 338 del 2020; articoli 19 e 19-bis, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18; articolo 41, decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23; legge 24 aprile 2020, n. 27;articolo 68, decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34; articolo 1, decreto-legge 16 giugno 2020,n . 52; articolo 1, decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104)

 

Cassa integrazione in deroga

 Le aziende turistico-ricettive che occupano mediamente fino a 5 dipendenti possono richiedere le prestazioni di cassa integrazione in deroga secondo le normative vigenti nelle diverse regioni per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro ai quali sia stato interamente già autorizzato un periodo di nove settimane. È possibile fruire di un ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane a condizione che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di quattordici settimane.

L’integrazione riguarda tutti lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, inclusi gli apprendisti, che risultino assunti alla data del 25 marzo 2020.

Il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (c.d. decreto agosto) ha previsto una estensione degli ammortizzatori sociali legati all’emergenza Covid-19 per un totale di diciotto settimane, ricomprese tra il 13 luglio 2020 ed il 31 dicembre 2020, di cui le prime nove a titolo non oneroso e le seconde nove rimangono a titolo oneroso solo per quei datori di lavoro che hanno avuto un calo del fatturato di almeno il 20% nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo nel 2019.

In particolare, i datori di lavoro che, nell'anno 2020, sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica da Covid-19, possono richiedere l’intervento della cassa integrazione guadagni in deroga per una durata massima di nove settimane, incrementate di ulteriori nove settimane.

Le complessive diciotto settimane devono essere collocate nel periodo ricompreso tra il 13 luglio 2020 e il 31 dicembre 2020.

Nel caso in cui il datore di lavoro abbia in corso periodi di integrazione salariale ex decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. decreto cura Italia) già richiesti e autorizzati in periodi successivi al 12 luglio 2020, questi devono essere imputati, ove autorizzati, alle prime nove settimane del decreto agosto. Le ulteriori nove settimane di trattamenti sono riconosciute esclusivamente ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato il precedente periodo di nove settimane, decorso il periodo autorizzato.

Qualora i datori di lavoro intendano avvalersi delle ulteriori nove settimane, dovranno versare un contributo addizionale determinato sulla base del raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del corrispondente semestre 2019 pari al:

- 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20%;

- 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato.

Il contributo addizionale non è dovuto dai datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20% e da coloro che hanno avviato l’attività di impresa successivamente al primo gennaio 2019.

Ai fini dell’accesso alle ulteriori nove settimane, il datore di lavoro deve presentare all'INPS domanda nella quale autocertifica la sussistenza dell’eventuale riduzione del fatturato. Successivamente l’istituto autorizza i trattamenti e, sulla base della autocertificazione allegata alla domanda, individua l’aliquota del contributo addizionale che il datore di lavoro è tenuto a versare a partire dal periodo di paga successivo al provvedimento di concessione dell’integrazione salariale. Qualora non vi fosse l’autocertificazione, l’aliquota applicata è quella del 18%.

Il termine di decadenza per l’invio delle domande è la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. In fase di prima applicazione il termine di decadenza è fissato entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore del decreto.

I termini decadenziali di invio delle domande di accesso ai trattamenti e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi, compresi quelli differiti in via amministrativa, in scadenza entro il 31 luglio 2020, sono differiti al 31 agosto 2020.

I termini di invio delle domande di accesso ai trattamenti e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi che, in applicazione della disciplina ordinaria, si collocano tra il 1° e il 31 agosto 2020 sono differiti al 30 settembre 2020.

Il trattamento d’integrazione salariale ammonta all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore con i seguenti massimali lordi:

 

retribuzione              massimale lordo

≤ € 2.159,48               €      998,18

> € 2.159,48               €   1.199,72

 

Per datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti, non è necessario l’accordo sindacale, neanche concluso in via telematica.

 

 

Per periodi successivi alle prime nove settimane riconosciuti dalle Regioni, i trattamenti di integrazione salariale in deroga sono concessi dall’INPS a domanda del datore di lavoro.

 

(fonte: circolari Federalberghi n. 88, 157, 170, 173, 192, 207, 217, 232, 244, 258, 261, 269, 281, 285, 301, 310, 311, 331, 333 e 338 del 2020; articoli 19-bis, 22, 22-ter e 22-quater, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18; articolo 41, decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23; legge 24 aprile 2020, n. 27; articolo 70, decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34; articolo 1, decreto-legge 16 giugno 2020, n. 52; articolo 1, decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104)

 

Indennità per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali

Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, e non siano titolari, alla data del 14 agosto 2020 (entrata in vigore del decreto-legge n. 104 del 2020), di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASpI è riconosciuta una indennità onnicomprensiva di 1.000 euro.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 331 e 333 del 2020; articolo 9, comma 1, decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104)

 

Indennità per i lavoratori a tempo determinato del turismo e degli stabilimenti termali

Ai lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali in possesso cumulativamente dei requisiti di seguito elencati, è riconosciuta una indennità onnicomprensiva pari a 1.000 euro:

a)  titolarità nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate;

b)  titolarità nell'anno 2018 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale nel medesimo settore di cui alla lettera a), di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate;

c)  assenza di titolarità, al momento dell'entrata in vigore del presente decreto, di pensione e di rapporto di lavoro dipendente.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 331 e 333 del 2020; articolo 9, comma 5, decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104)

 

Indennità per i lavoratori intermittenti

Ai lavoratori intermittenti non titolari al momento della domanda di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato né di pensione, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 è riconosciuta un’indennità onnicomprensiva di 1.000 euro.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 331 e 333 del 2020; articolo 9, comma 2, decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104)

 

Indennità per i lavoratori autonomi privi di partita IVA

Ai lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all'articolo 2222 del Codice civile e che non abbiano un contratto in essere alla data del 14 agosto 2020 è riconosciuta una indennità onnicomprensiva pari a 1.000 euro. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 17 marzo 2020 alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 331 e 333 del 2020; articolo 9, comma 2, decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104)

 

Indennità di disoccupazione

Le prestazioni dei trattamenti di disoccupazione (NASpI e DIS-COLL) il cui periodo di fruizione termini nel periodo compreso tra il 1° maggio 2020 e il 30 giugno 2020, sono prorogate per ulteriori due mesi a decorrere dal giorno di scadenza, a condizione che il percettore non sia beneficiario delle indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 38 e 44 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18 (c.d. cura Italia), né di quelle di cui agli articoli 20, 21, 22 e 36 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. rilancio).

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 331 e 333 del 2020; articolo 5, decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104)

 


Gabetti e Federalberghi siglano partnership per sostenere il rilancio del settore ricettivo italiano

Il comparto alberghiero, dopo il trend più che positivo degli ultimi anni, nei primi sei mesi del 2020 ha subito inevitabilmente l’impatto diretto e indiretto della pandemia Covid-19, registrando un calo della domanda dall’estero solo in parte equilibrata dal turismo estivo interno.

Per sostenere il settore una grande opportunità offerta dal Decreto Liquidità è la rivalutazione in bilancio delle strutture ricettive.

 

apprezzabili le misure del decreto agosto ma rimangono problemi importanti

Apprezziamo le misure contenute nel decreto agosto. Ma rimangono problemi importanti da affrontare.

Sul fronte degli ammortizzatori sociali e degli incentivi per il lavoro registriamo risposte concrete alle richieste che Federalberghi ha formulato con l'avviso comune del 14 luglio scorso.

La manovra risulta invece da integrare sul fronte degli aiuti alle imprese, in specie per la parte che riguarda le località orfane dei turisti internazionali e le imprese in affitto.

Crollo vertiginoso anche a luglio

“I dati del mese di luglio parlano da soli e sono ben lontani dalla narrazione favolistica che qualcuno si ostina a rappresentare.”

Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commenta così le risultanze dell’osservatorio turistico alberghiero di Federalberghi, che da oltre trent’anni monitora mensilmente il mercato, ed ha registrato un crollo vertiginoso anche nel mese di luglio, con un calo delle presenze del 51%. Gli stranieri continuano a latitare (meno 76,4%) e il calo a doppia cifra interessa anche gli italiani (meno 24,5%).

 

istanze di assegno di solidarietà e richiesta di trattamento di assegno ordinario - causale COVID-19

L’INPS ha fornito istruzioni operative per la gestione delle istanze di assegno di solidarietà in presenza di una richiesta di trattamento di assegno ordinario con causale Covid-19.

coronavirus - ordinanza minsalute per ingresso in Italia

Con l’ordinanza del 21 settembre 2020, il Ministro della salute ha modificato la precedente ordinanza del 12 agosto 2020 integrando l’elenco dei paesi di provenienza che rappresentano un rischio per la diffusione della pandemia sul territorio nazionale. Ai fini del contenimento della diffusione della pandemia, devono attestare di non essere positivi al COVID-19 effettuando un tampone le persone che entrano in Italia in provenienza da Croazia, Francia (limitatamente alle Regioni Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Île-de-France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa azzurra), Grecia, Malta o Spagna.

sgravio per i datori di lavoro che non ricorrono all'integrazione salariale

L'INPS ha diramato le prime indicazioni operative in relazione allo sgravio degli oneri sociali a favore dei datori di lavoro che non ricorrono all'integrazione salariale previsto dall'articolo 3 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (c.d. decreto agosto).

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70a Assemblea di Federalberghi - 14/10/2020

La 70a Assemblea Nazionale di Federalberghi si svolgerà a Rimini dal 14 al 15 ottobre 2020.

Assemblea CNGA Federalberghi - 15/10/2020

L'Assemblea del Comitato Nazionale Giovani Albergatori di Federalberghi si svolgerà a Rimini il 15 ottobre 2020