In questa pagina del sito di Federalberghi è disponibile una panoramica degli ammortizzatori sociali che le imprese e i lavoratori del settore turistico ricettivo possono utilizzare per far fronte all'emergenza in atto.

 

Le fonti citate sono pubblicate nelle apposite sezioni di questo sito (circolari, comunicati stampa, newsletter, etc.).

 

Invitiamo le strutture ricettive che abbiano necessità di ulteriori informazioni o chiarimenti a rivolgersi alla propria associazione territoriale.

 

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Aspetti generali

I trattamenti di integrazione salariale dei quali sono destinatari i datori di lavoro del comparto turistico-ricettivo sono l’assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale (ASO) e la cassa integrazione salari in deroga (CIGD):

- le aziende con più di cinque lavoratori dipendenti che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica possono accedere all’assegno ordinario;

- le aziende che occupano fino a cinque lavoratori dipendenti che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica possono accedere al trattamento di cassa integrazione in deroga.

 

Il trattamento d’integrazione salariale ammonta all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore con i seguenti massimali lordi:

retribuzione              massimale lordo

≤ € 2.159,48               €      998,18

> € 2.159,48               €   1.199,72

 

Durata dei trattamenti di integrazione salariale

Il comma 2 dell’articolo 8 del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 (c.d. decreto sostegni) stabilisce che i datori di lavoro rientranti nelle tutele del Fondo di integrazione salariale (FIS) e quelli che ricorrono ai trattamenti di cassa integrazione in deroga (CIGD), per le sospensioni o riduzioni delle attività produttive conseguenti a eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19, nel periodo dal 1° aprile 2021 al 31 dicembre 2021, possono richiedere rispettivamente i trattamenti di assegno ordinario e di CIGD per un massimo di 28 settimane complessive.

In precedenza, l’articolo 1, comma 300, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021) aveva previsto, per i medesimi datori di lavoro, la possibilità di richiedere i trattamenti di integrazione salariale in questione per un periodo massimo di 12 settimane dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021.

Il decreto sostegni non prevede l’imputazione alle nuove settimane dei periodi di integrazione precedentemente già richiesti e autorizzati ai sensi della legge n. 178 del 2020. Conseguentemente, le settimane richieste con causale “COVID - 19 L. 178/20”, che si collocano anche parzialmente dopo il 31 marzo 2021, non riducono il numero delle settimane introdotte dal decreto–legge n. 41. Ne deriva che il nuovo periodo di trattamenti è aggiuntivo a quello precedente.

In sintesi, i datori di lavoro in questione hanno complessivamente a disposizione 40 settimane di trattamenti dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021:

- 12 settimane dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021;

- ulteriori 28 settimane dal 1° aprile 2021 al 31 dicembre 2021.

Per i datori di lavoro che hanno completato le 12 settimane di trattamenti previste dalla legge di bilancio 2021 è possibile richiedere il nuovo periodo di 28 settimane di trattamenti previsto dal decreto sostegni dal 29 marzo 2021.

 

Modalità di richiesta delle integrazioni salariali

Per le richieste inerenti alle nuove settimane di trattamenti di ASO e CIGD previsti dal decreto-legge n. 41, i datori di lavoro dovranno utilizzare la causale “COVID 19 - DL 41/21”.

 

Termini di trasmissione delle domande

L’articolo 8, commi 3 e 8, del decreto-legge n. 41 stabilisce che le domande di accesso ai trattamenti di cassa integrazione (ordinaria e in deroga), di assegno ordinario devono essere inoltrate all’INPS, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

Per le domande riferite a sospensioni o riduzioni di attività iniziate nel mese di “aprile 2021, le istanze di accesso ai trattamenti potranno continuare a essere trasmesse, a pena di decadenza, entro il 31 maggio 2021.

I termini decadenziali non devono intendersi in modo assoluto, ma devono considerarsi operanti solo con riferimento al periodo oggetto della domanda rispetto al quale la decadenza è intervenuta: laddove, quindi, l’istanza riguardi un arco temporale di durata pluri-mensile, il regime decadenziale riguarderà esclusivamente il periodo in relazione al quale il termine di invio della domanda risulti scaduto e si procederà a un accoglimento parziale per il periodo residuo che risulti ancora nei termini di legge.

I datori di lavoro che hanno erroneamente inviato la domanda per trattamenti diversi da quelli cui avrebbero avuto diritto o comunque con errori o omissioni che ne hanno impedito l’accettazione, possono trasmettere l’istanza nelle modalità corrette entro trenta giorni dalla comunicazione dell’errore da parte dell’amministrazione di riferimento, a pena di decadenza, anche nelle more della revoca dell’eventuale provvedimento di concessione emanato dall’amministrazione competente.

 

Termini decadenziali di trasmissione dei dati necessari per il pagamento / saldo dei trattamenti

L’articolo 8, comma 4, del decreto-legge n. 41 conferma che, in caso di pagamento diretto da parte dell'INPS, il datore di lavoro è tenuto a inviare tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell'integrazione salariale entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale ovvero entro 30 giorni dalla notifica della PEC contenente l’autorizzazione, qualora questo termine sia più favorevole all’azienda. Trascorsi tali termini, il pagamento della prestazione e gli oneri a essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.

 

Modalità di pagamento della prestazione

In merito alle modalità di pagamento della prestazione, rimane inalterata la possibilità per l’azienda di anticipare le prestazioni e di conguagliare gli importi successivamente, così come la possibilità di richiedere il pagamento diretto da parte dell’INPS, senza obbligo di produzione della documentazione comprovante le difficoltà finanziarie dell’impresa.

Al fine di razionalizzare il sistema di pagamento delle integrazioni salariali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, il comma 6 dell’articolo 8 del decreto-legge n. 41 estende le modalità di pagamento con il sistema del conguaglio a tutti i trattamenti connessi all’emergenza da Covid-19, compresi quelli relativi alla cassa integrazione in deroga. Ne deriva che, con riguardo alle settimane di sospensione o riduzione delle attività lavorative relative a tutti trattamenti di cassa integrazione in deroga connessi all’emergenza da Covid–19 decorrenti dal 1° aprile 2021, i datori di lavoro interessati potranno avvalersi del sistema del conguaglio in alternativa a quello del pagamento diretto, indipendentemente dalla causale richiesta.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 2, 12, 122, 125, 141 e 181 del 2021; articoli 19, 22, 22-ter, 22-quater e 22-quinquies, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18; articolo 1, comma 300, legge 30 dicembre 2020, n. 178; articolo 8, comma 2, decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41)

 

 

Indennità per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali

 L’articolo 10, comma 2, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 (c.d. decreto sostegni) ha previsto che ai lavoratori dipendenti stagionali del settore del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo, non titolari di pensione né di rapporto di lavoro dipendente né di NASpI alla data del 23 marzo 2021, è riconosciuta un'indennità onnicomprensiva pari a 2.400 euro.

Il comma 1 del medesimo articolo ha previsto che ai soggetti già beneficiari dell'indennità di cui all'articoli 15 e 15-bis, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (c.d. decreto ristori) è erogata una tantum un'ulteriore indennità pari a 2.400 euro.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 122, 125, 128, 130, 164 e 171 del 2021; articolo 10, commi 1 e 2, decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41)

 

 

Indennità per i lavoratori a tempo determinato del turismo e degli stabilimenti termali

L’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 (c.d. decreto sostegni) ha previsto che è riconosciuta un'indennità onnicomprensiva pari a 2.400 euro ai lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali in possesso cumulativamente dei requisiti di seguito elencati:

- titolarità, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021, di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate;

- titolarità, nell'anno 2018, di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale nei medesimi settori, di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate;

- assenza di titolarità, al 23 marzo 2021, di pensione e di rapporto di lavoro dipendente.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 122, 125, 128, 130, 164 e 171 del 2021; articolo 10, comma 5, decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41)

 

 

Indennità per i lavoratori intermittenti

L’articolo 10, comma 3, lettera b) del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 (c.d. decreto sostegni) ha disposto che ai lavoratori intermittenti che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021, che in conseguenza dell'emergenza epidemiologica hanno cessato il loro rapporto di lavoro, è riconosciuta un'indennità onnicomprensiva pari a 2.400 euro. Per fruire dell’indennità gli interessati, alla data di presentazione della domanda, non devono essere titolari di contratto di lavoro subordinato, con esclusione del contratto di lavoro intermittente senza diritto all'indennità di disponibilità, né titolari di pensione.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 122, 125, 128, 130, 164 e 171 del 2021; articolo 10, commi 3, lett. b) e 4, decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41)

 

 

Indennità per i lavoratori autonomi privi di partita IVA

L’articolo 10, comma 3, lettera c) del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 (c.d. decreto sostegni) ha disposto per i lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all'articolo 2222 del Codice civile e che non abbiano un contratto in essere il 24 marzo 2021, l’erogazione di un'indennità onnicomprensiva pari a 2.400 euro.

Per fruire del beneficio, gli interessati devono essere già iscritti alla data del 23 marzo 2021 alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile, e non devono essere titolari di contratto di lavoro subordinato, con esclusione del contratto di lavoro intermittente senza diritto all'indennità di disponibilità, né di pensione.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 122, 125, 128, 130, 164 e 171 del 2021; articolo 10, commi 3, lett. c), e 4, decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41)

 

 

Indennità di disoccupazione

L’articolo 16, primo comma, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 (c.d. decreto sostegni) ha disposto che per le nuove prestazioni di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI) concesse a decorrere dal 23 marzo 2021 e fino al 31 dicembre 2021 il requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione, previsto dall'articolo 3, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 non trova applicazione.

 

(fonte: circolari Federalberghi nn. 122, 125 e 128 del 2021; articolo 16, comma 1, decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41)


Fatturato dei servizi, primo semestre in profondo rosso per le attività ricettive

I risultati dell’indagine ISTAT sul fatturato dei servizi confermano che il cammino da percorrere per riportare in equilibrio i conti delle imprese turistico ricettive italiane è ancora lungo: nel primo semestre 2021 c'è stato un calo del fatturato dei servizi ricettivi dell’8,3% rispetto al primo semestre del 2020, che a sua volta aveva perso il 65,1% rispetto al primo semestre 2019.

settembre 2021, segnali positivi ma la crisi non è ancora finita

5 milioni d'italiani passeranno almeno una notte fuori casa a settembre 2021. Il segnale è positivo, ma non si può non pensare agli stranieri assenti. Solo con il loro ritorno si potrà intravedere la ripresa. 800 mila i Bonus Vacanze ancora da spendere in scadenza a dicembre.

per accedere al ristorante degli alberghi non serve il green pass

La Cabina di regia ha confermato che le persone alloggiate nelle strutture ricettive possono consumare i propri pasti al chiuso presso i ristoranti delle strutture stesse anche se non sono in possesso della certificazione verde.

 

 

SIA Hospitality Design 2021 - eventi promossi da Federalberghi

In occasione del Sia hospitality design - TTG, che si svolgerà a Rimini dal 13 al 15 ottobre, è previsto un fitto calendario di appuntamenti che vedono coinvolte le diverse componenti del sistema organizzativo.

certificazione verde per i lavoratori delle aziende private - pubblicazione decreto

A decorrere dal 15 ottobre, chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato è tenuto, ai fini dell’accesso nei luoghi in cui si svolge l’attività stessa, a possedere ed esibire su richiesta la certificazione verde Covid-19 (cosiddetto “green pass”). L’obbligo insorge in capo a tutti coloro che svolgono un’attività lavorativa, a prescindere dalla forma contrattuale: non solo i lavoratori dipendenti, ma anche titolari, lavoratori autonomi, collaboratori, consulenti, etc. L’obbligo riguarda altresì i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato in tali luoghi, anche sulla base di contratti esterni (ad esempio, contratti di appalto di servizi o somministrazione di lavoro).

ticket di licenziamento - calcolo della contribuzione dovuta

L’INPS ha fornito chiarimenti in ordine alla determinazione dell'importo del c.d. ticket di licenziamento, introdotto dall'articolo 2, commi da 31 a 35, della legge 28 giugno 2012, n. 92 (c.d. legge Fornero).

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Consiglio Direttivo (Rimini) - 13/10/2021

Riunione del Consiglio Direttivo di Federalberghi.

Consiglio Direttivo CNGA (Rimini) - 14/10/2021

Riunione del Consiglio Direttivo del Comitato Nazionale Giovani Albergatori di Federalberghi

Giunta Esecutiva - 16/11/2021

Riunione della Giunta Esecutiva di Federalberghi.