tax credit riqualificazione - le osservazioni di Federalberghi

Il nuovo credito di imposta per la riqualificazione delle imprese ricettive, che ha debuttato il 22 febbraio di quest’anno, deve essere fruito in due quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati. Lo stabilisce l’articolo 6 del decreto 20 dicembre 2017, in applicazione di quanto disposto dall’articolo 1, commi da 4 a 7, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.

 

Ma la graduatoria pubblicata nei giorni scorsi sembra non tener conto di quanto disposto dalla norma e indica, accanto all’importo complessivo assegnato ad ogni impresa, anche una ripartizione in tre rate, per gli anni 2018, 2019 e 2020.

 

Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi commenta con toni tra il divertito e il tranquillizzante: “Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un profluvio di dichiarazioni sull’approvazione della graduatoria, alcune delle quali anche condivisibili, ma evidentemente non tutti si sono presi la briga di leggere prima di commentare”. 

 

“In ogni caso, prosegue Nucara, sembrerebbe trattarsi di un refuso dovuto alla applicazione del vecchio format. Secondo l’ufficio legislativo di Federalberghi, non dovrebbe esserci un impatto sull’entità del beneficio riconosciuto a ciascuna impresa, che a nostro avviso rimane confermato integralmente, e deve essere spalmato su due rate anziché su tre. Ad ogni buon fine, abbiamo segnalato il caso al Mibact, che sta svolgendo i dovuti approfondimenti”.

 

Nucara ricorda che nel primo triennio di attività del tax credit sono state accolte circa cinquemila istanze, con un finanziamento complessivo di centoventi milioni di euro. A questi si aggiungono duecentoquaranta milioni di euro disponibili per il 2018 ed il 2019, comprensivi dei centoventi assegnati con la graduatoria pubblicata nei giorni scorsi. 

 

E ne approfitta per ricordare quanto affermato la posizione dal presidente Bocca in occasione dell’Assemblea di Porto Cervo: “si tratta di una misura apprezzabile ma non ancora sufficiente. Da sempre sosteniamo la necessità di superare il meccanismo del clickday, per offrire certezze alle imprese che intendono investire. Non comprendiamo, invece, la tendenza a soddisfare le pur legittime esigenze degli altri settori spartendo le briciole destinate alla riqualificazione degli alberghi”.





 

Pubblicato il 18/05/2018





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